Si getta nuova luce sull’omicidio delle due donne avvenuto alla stazione di Saint-Charles di Marsiglia il 30 settembre scorso per mano di Ahmed Hanachi, al grido di Allahu Akbar.
Ieri a Ferrara è stato arrestato Anis, fratello di Ahmed, e nelle ultime ore sono state diffuse dagli organi di polizia anche le ragioni dell’arresto. Secondo il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, infatti, sarebbe stato proprio Anis ad indottrinare il fratello all’estremismo islamico, ma sarebbe stato abbastanza furbo da farlo a distanza.
Ad oggi, non risulta infatti che Anis fosse a Marsiglia né il giorno del duplice omicidio né in quelli immediatamente precedenti. Sicuramente il 4 ottobre era in Linguria, e da quel giorno è stato seguito passo passo dai nostri servizi segreti, finché ieri non è stato finalmente arrestato. Non è chiaro, al momento, se durante la sua recente permanenza nel nostro Paese Anis abbia organizzato delle operazioni di qualsiasi tenore, da solo o in gruppo.
L’arresto è stato reso possibile grazie ad un’operazione congiunta delle forze dell’ordine italiane e francesi, sebbene ben poco si sa del passato di Anis. Certo è che già nel 2014 fece richiesta per entrare in Italia dalla Tunisia, paese d’origine dei due fratelli, e che all’epoca fu respinto. È anche noto il suo passato da foreing fighter in Iraq tra le fila dell’ISIS, ma oltre a questo nulla più. L’arrestato non collabora con le forze dell’ordine e si rifiuta di comunicare in alcun modo.
Dalle intercettazioni svolte sugli strumenti informatici di Anis, si traccia il profilo di una figura che ai suoi conoscenti diceva di essere stanco e di non poter più andare avanti: messaggi dalla duplice interpretazione che comunque hanno portato la Digos ad effettuare l’arresto per ragioni di cautela. I pochi precedenti di cui le autorità erano al corrente hanno fatto il resto, soprattutto in virtù del fatto che recentissimamente sono venute a galla almeno altre due identità mendaci che Anis avrebbe usato negli anni passati per spostarsi con maggiore sicurezza, una algerina e una libica.